Ma è veramente la cosa migliore per la Roma? Ferguson ha degli innegabili pregi e qualità diverse da Dovbyk, ma è pur sempre un ventenne: può già guidare una squadra dalle ambizioni di alta classifica come la Roma? Oltre a questo, non è un segreto che fisicamente sia un giocatore di cristallo: un infortunio al crociato e diversi problemi alla caviglia in soli 3 anni di carriera. E' anche un calciatore che non ha mai avuto numeri veramente positivi dal punto di vista realizzativo: nella sua miglior stagione in carriera, 6 gol in campionato, da semititolare del Brighton. L'anno scorso, in 21 presenze, una sola rete in Premier League ed un'esperienza decisamente negativa al West Ham.
E' vero, la passata stagione di Dovbyk in giallorosso non si può definire positiva, ma è stata davvero così negativa come si vuole far credere? Arrivato in un contesto nuovo, con la variabile dell'adattamento alla Serie A, in un'annata con una società assente ed ampiamente criticata e ben tre allenatori diversi: De Rossi, che lo aveva fortemente voluto, esonerato dopo quattro partite e rimpiazzato da un allenatore palesemente non all'altezza dell'incarico ricevuto, per poi essere anche lui esonerato e sostituito con Ranieri, protagonista di una rimonta incredibile in campionato ma che, per la sua idea di calcio, certamente non valorizza un giocatore dalle caratteristiche di Dovbyk. In questa condizione disastrata, alla quale si aggiunge tra le altre cose la sua situazione familiare, con i propri cari in Ucraina sotto le bombe, non ha potuto evidentemente esprimersi al meglio delle sue potenzialità. Nonostante tutto questo, il centravanti ucraino tanto criticato ha collezionato un bottino di 17 reti, 12 delle quali in campionato. Oltre a questo, non bisogna dimenticare la sua stagione precedente, al Girona, nella quale, da esordiente in Liga, ha trascinato i catalani al terzo posto, segnando 24 gol, e vincendo il premio Pichichi come capocannoniere del campionato spagnolo (per dare un'idea, i 5 precendenti vincitori erano stati Lewandowski, Benzema, Messi, Suarez e Cristiano Ronaldo). Tra l'altro, era stato anche inserito nella lista dei 30 candidati al Pallone d'Oro di France Football nella stessa stagione, tanto per dare un'idea della sua importanza.
E' vero, Dovbyk forse non è il giocatore ideale per Gasperini, e senza dubbio deve migliorare in fondamentali come il gioco di sponda ed il passaggio, ma di certo non si gioca il posto con un giocatore fenomenale: Ferguson ha un potenziale enorme, ma non è ancora pronto ad essere il titolare della Roma, e panchinare uno come Dovbyk preferendogli un giocatore che in carriera non ha mai preso la doppia cifra sembra una follia. Tra l'altro, visti i seri problemi economici in cui si trova la Roma, non farebbe bene al bilancio della squadra ed alla valorizzazione della rosa schierare come titolare per tutto l'anno un giocatore non di proprietà del club: Ferguson è soltanto in prestito alla Roma, la quale difficilmente a giugno 2026, con la scadenza del bilancio, sborserà 40 milioni di euro per assicurarsi il suo acquisto a titolo definitivo.
In conclusione, certamente è giusto che Gasperini alterni i due centravanti giallorossi, viste le qualità innegabili di entrambi, ma sarebbe una scelta del tutto sbagliata considerare l'ucraino soltanto la riserva di un 2004 in cerca di rilancio e senza garanzie di gol. Dovbyk merita una seconda chance, viste tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare nella passata stagione, e Gasperini è senza dubbio l'allenatore migliore possibile per farlo rendere al meglio delle sue capacità. Dovbyk ha i 20 gol nelle gambe, li ha già segnati in carriera, e messo nelle giuste condizioni non avrà problemi a raggiungerli. E' giusto che si creda in un giocatore per cui sono stati investiti 30 milioni un anno fa, ed è giusto che gli venga data la possibilità di stupire gli scettici ed i suoi stessi tifosi.
Articolo a cura di Raffaele Felicetti.