La partita, combattutissima, aveva visto l'Atalanta di Maurizio Sarri in vantaggio fino all'89° minuto, con la vittoria che sembrava ormai in tasca. Poi, il pareggio (o la rimonta) della Roma ha ribaltato il risultato e le aspettative. Una delusione cocente per la Dea, che arriva dopo un'altra decisione arbitrale discussa: l'espulsione di Gaetano, probabilmente un giocatore chiave, ritenuta "errore palese" dallo stesso Sarri. È in questo clima infuocato che Percassi, evidentemente fuori di sé per il risultato e per le decisioni arbitrali, ha incrociato Tony D'Amico, sfogando tutta la sua frustrazione con parole grosse. L'episodio si è consumato nell'area degli spogliatoi, lontano dalle telecamere ma non dagli addetti ai lavori.
Ora la palla passa agli organi di giustizia sportiva. Il comportamento di un presidente, soprattutto se sfocia in insulti diretti a un dirigente avversario, non può passare inosservato. Percassi rischia sanzioni che potrebbero andare da una pesante multa a una squalifica, impedendogli l'accesso agli spogliatoi o addirittura al campo per un certo numero di partite. Oltre all'aspetto disciplinare, la vicenda potrebbe lasciare un segno nei rapporti tra Roma e Atalanta, già spesso tesi in campo e fuori. Un episodio che getta un'ombra su una partita di Serie A che avrebbe dovuto parlare solo di calcio.