E' stata una trattativa piuttosto lunga e questa manifestazione d'interesse parte da tempo fa: come hai vissuto questi mesi e che Cagliari-Fiorentina hai vissuto? Che impatto hai avuto?
"Ho trovato un gruppo bellissimo, la trattativa comunque è partita dopo la fine della stagione col Cagliari, quando ho sentito parlare della Fiorentina da parte del mio procuratore sono stato molto contento perchè è un club importante con grandi aspettative. Quando le cose si stavano per concretizzare ho cercato di spingere anche io, perchè Firenze è una piazza importante in cui sono passati molti giocatori forti: è un privilegio per me essere qui. Sulla partita che c'è stata domenica, a Cagliari ho lasciato un pezzo di cuore, perchè sono stato benissimo e sono stato trattato molto bene dalla tifoseria e dallo staff, li ringrazio perchè è anche grazie a loro se ho fatto un passo in più nella carriera, è anche merito loro. Dall'altro lato speravo che la squadra potesse portare a casa tutti i tre punti... Però comunque è una squadra che ha ambizione, ha ragazzi forti e giovani, bisogna puntare a questo e spingere al massimo tutti i giorni."
Sei stato voluto e anche pagato tanto, quindi immagino che questo possa aumentare le responsabilità, Firenze è una piazza passionale, tutti si aspettano tanto da tutti. Pioli ha cercato di alzare l'asticella, ti senti responsabilità addosso? Come ti vedi da un punto di vista tattico? Pensi di poter giocare insieme a Kean o insieme a Dzeko?
"Penso che in ogni squadra ogni giocatore abbia le proprie responsabilita. Sicuramente Firenze è una piazza passionale, che è importante anche per noi, anche io quando ho giocato a Firenze sono sempre rimasto allibito perchè è un grandissimo tifo, e per noi è importante e ci da una spinta in più, per gli avversari fa anche tremare un po' le gambe. Penso che tutti i giocatori abbiano le proprie responsabilità, facciamo un lavoro che alla fine è la nostra passione, e dobbiamo spingere sempre e dare il meglio di noi in ogni allenamento. In attacco siamo tre attaccanti molto forti, io ho giocato sia da solo che a due punte, dopo starà al mister, quello che sceglierà noi faremo. Posso giocare sia in coppia che da solo."
Che chiavi ha usato il mister per convicerti, se ce n'è stato bisogno, e qual è il discorso che ti ha fatto durante questa lunga trattativa? Secondo te c'è una crisi di numeri nove in Italia?
"Col mister non ci siamo sentiti tanto, ma le volte che ci siamo sentiti ha avuto un ruolo chiave. Comunque mister Pioli è un allenatore di tutto rispetto e di grandissimo spessore, mi ha convinto subito, dalle prime parole che mi ha detto, ma mi sono ancor più convinto perchè Firenze è una società importante, ha sempre fatto competizioni europee, l'anno scorso ha rischiato di tornare in finale, in questi anni è andata due volte in finale, che è importante a livello europeo. Poi mi ha chiesto di fare questo passo in avanti nella mia carriera, che è uno step fondamentale per me, ed è arrivato il momento più giusto di farlo. Sugli attaccanti italiani, lavoro anche per quello, ma prima di tutto penso alla Fiorentina, perchè è dal club che passi alla Nazionale, e se dimostri qua e fai molto bene puoi andare sicuramente in Nazionale, ma io penso prima alla Fiorentina. Ci sono tanti attaccanti italiani, in Serie A, forti, bisogna solo dargli fiducia e lavorarci sempre, che è fondamentale."
E' un mercato dove gli attaccanti sono stati protagonisti e molto ricercati. Oltre alla Fiorentina avevi avuto segnali da altri club? Non potrai essere a disposizione per il ritorno dei playoff di Conference giovedì, ma per la trasferta con il Torino sì. Sei pronto per esordire?
"E' stato un mercato movimentato, ho avuto altre offerte, sia in Italia che all'estero. Ho riflettuto molto soprattutto sul venire a Firenze, perchè secondo me è uno step importante per la mia carriera. Qui c'è tutto per lavorare bene, a partire dal centro sportivo, i dirigenti, lo staff e il mister, hanno tutti l'ambizione di fare quel passo in avanti, che è fondamentale. Mi dispiace non giocare giovedì, ma per il Torino sono carico!"
Arrivi in una squadra con un parco attaccanti sempre più completo e importante, lasciando una situazione in cui sapevi già di essere l'attaccante titolare. Ti trovi in una situazione in cui dovrai sfruttare al meglio le situazioni che ti vengono proposte. Sei pronto a sfruttare questi spazi per metterti in mostra, anche grazie alla Conference? Tu vieni dall'Atalanta, qui c'è un calciatore che si sta prendendo sempre di più lo spogliatoio, Robin Gosens, vi siete incrociati, tu giovanissimo e lui che si stava affermando nell'Atalanta, vi siete detti qualcosa?
"Con Robin ho fatto un anno speciale a Bergamo, mi ha aiutato tantissimo, è un bravissimo ragazzo, è un leader, fondamentale, era leader all'Atalanta, ora lo è ancora di più. Adesso lo ho visto ed è veramente impressionante, oltre ad essere un giocatore molto forte, è una persona stupenda e aiuta tanto noi giovani. Sul reparto attaccanti deciderà il mister, possiamo giocare tutti e tre sia a due punte che da soli, penso che la completizione sia sana e faccia bene a tutti, perchè alza l'asticella. Moise, come ho già detto in passato, è impressionante, ha fatto una stagione incredibile l'anno scorso, spero si possa ripetere! Io personalmente posso giocare sia a una punta che a due punte, non c'è nessun tipo di problema."
Sei, secondo me, in una situazione ideale: hai Dzeko, un attaccante di livello mondiale da cui puoi imparare esperienza e situazioni, e uno stimolo enorme davanti, che è Moise Kean. Quindi sei messo bene anche per migliorarti, sei d'accordo?
"Sono d'accordissimo, con Edin, per quel poco che abbiamo parlato, ci intendiamo subito, lui ha fatto una carriera formidabile, è un grandissimo giocatore, un esempio per noi attaccanti giovani, sia per me che per Moise, che ha comunque 25 anni. E' un esempio per noi, dobbiamo seguire e ascoltare quello che ci dice. Ha fatto una carriera incredibile e la fame che ha anche tutt'oggi a lavorare in allenamento, in questi due giorni con cui ci ho lavorato, è veramente impressionante. E' uno stimolo importante per me, perchè può farmi crescere sotto tutti i punti di vista."
Hai fatto 5 squadre negli ultimi due anni e mezzo, da gennaio 2022. Ti chiedo se è mancato qualcosa per legarti a una squadra, anche se eri in prestito, e se potevi fare il salto anche prima. Kean, lo hai definito impressionante, che caratteristiche gli ruberesti?
Io ho avuto nel 2022 un problema che non riuscivo a risolvere perchè mi faceva male, poi sono riuscito a risolvere e a Lecce ho fatto tutto l'anno con loro, giocando sempre, anche l'anno scorso. Sono riuscito a risolvere questo brutto problema, capita nei giocatori, capita avere dei passi falsi, potevo esplodere prima e fare una stagione da titolare da più giovane, ma nella vita bisogna imparare dai propri errori, imparare dalle situazioni difficili. Io e Moise siamo giocatori simili, ci piace attaccare la profondità, stare in area, sentire la porta. L'ho definito impressionante perchè quando parte e attacca la profondità è davvero determinante, giocatori così in Italia ed in Europa ce ne sono pochi secondo me. Posso imparare anche da lui, perchè se ha fatto quello che ha fatto bisogna imparare da tutti.
In questi giorni si festeggiano i 99 anni di storia della Fiorentina. Nella storia recente della Fiorentina c'è un centravanti al cui ti ispiri? C'è un ricordo legato alla Fiorentina che ti torna in mente con particolare affetto?
"A Firenze sono passati tantissimi attaccanti importanti, a partire da Batistuta, attaccante con una cattiveria ed una fame impressionante, è l'attaccante da cui posso prendere maggiore ispirazione. Mi è sempre piaciuto, ho sempre guardato suoi video, è un attaccante impressionante, con una cattiveria agonistica fuori dal normale, ed è un bomber incredibile. Con la Fiorentina negli ultimi due anni, quando ci ho giocato contro, ho sempre fatto gol (ride), il momento più bello è stato sicuramente ieri, quando ho firmato il contratto, il primo con la Fiorentina, c'era mio papà e tutta la mia famiglia, che è la cosa più importante che ognuno di noi può avere. Per me la famiglia è la cosa più importante che ho ed è fondamentale nella mia vita, ma sono contentissimo del ricordo di quando ho firmato, ero emozionato per me e per i sacrifici che ha fatto la mia famiglia. Questo è un piccolo traguardo che bisogna coltivare per poi mettersi altre aspettative."
Vieni dall'Atalanta, conosciuta per il settore giovanile, qui a Firenze Fiorentina e Atalanta sono state messe a confronto, per seguire un progetto che ha vinto. Il progetto, il direttore Pradè e il direttore Ferrari, te l'hanno spiegato, hai sentito un'aria di successo partendo dai giovani, con il Viola Park che credo sia l'immagine più completa? Yerry Mina ti ha detto qualcosa su Firenze e sulla Fiorentina?
"In questi due giorni in cui sono stato qui ho sentito aria di ambizione, di voglia di lavorare per fare una grande stagione, ed è la cosa più importante. Con Yerry ho legato tantissimo l'anno scorso, mi ha parlato molto bene di Firenze. Mi ha detto che se giocavamo contro mi dava un po' fastidio, mi picchiava un po'! Anche lui, parlandomi bene di Firenze, mi ha convinto della scelta che ho fatto."
Quanto pesa per un calciatore come te confrontarsi con realtà internazionali? Nelle nazionali under ti sei confrontato con realtà internazionali, con la speranza di giocare una competizione ancora superiore, quanto è importante questo per te?
"Conta tanto, giocare le competizioni europee ti fa alzare il livello. Il mio step era anche questo, di andare a confrontarmi con giocatori di livello europeo, e Firenze è la piazza ideale per fare questo passo per la mia carriera."
Perchè la maglia numero 91?
"Questo è un po' un segreto mio, però sono partito da giovane, a diciott'anni, con lo Spezia, col 91 e mi è sempre piaciuto come numero. Poi c'è un fatto che non voglio raccontare, ma un altro motivo è che lo ha avuto un attaccante che a me piaceva molto, Zapata, e anche per questo l'ho preso. Ma in realtà è un motivo un po' diverso, più profondo."
Stefano Pioli presentandosi ha parlato di Massimiliano Allegri e della Champions League, che avrebbe sdoganato nello spogliatoio. In questi giorni hai già sentito parlare tanto di obiettivo Champions tra di voi? Pensi che siate pronti ad ambire addirittura al quarto posto?
"Una cosa che mi ha detto il mister e che mi ha fatto veramente impressione è che bisogna guardare giorno per giorno, allenamento per allenamento, partita per partita. Ogni partita devi giocare al massimo per poter portare a casa tre punti, che è la cosa fondamentale. Se tu pensi e ragioni così, alla fine raccogli risultati importanti, sicuramente c'è l'ambizione di fare quel passo in avanti, andare a giocare in Champions. Però noi dobbiamo guardare partita per partita, adesso c'è questa partita di Conference e dobbiamo passare il turno, dopo ci sarà il Torino e penseremo al Torino, per portare a casa tre punti importanti. Loro si prepareranno al massimo, giocano anche in casa e quindi dobbiamo essere pronti a superare ogni ostacolo, un passo alla volta."
Articolo a cura di Raffaele Felicetti.