Poi, però, qualcosa ha iniziato a scricchiolare. I primi punti persi, arrivati contro il Verona, non erano sembrati particolarmente preoccupanti; la sconfitta era arrivata soprattutto per un clamoroso errore del direttore di gara, colpevole di non aver espulso Gift Orban per una chiarissima gomitata al volto ai danni di Gatti. Quando però, alla partita successiva, i bianconeri non sono riusciti ad avere la meglio in casa propria sull'Atalanta, il percorso della Vecchia Signora ha chiaramente subito una brusca frenata: il pareggio subito dal Villareal al 90', uno sterile 0-0 contro il Milan in quella che poteva essere una sfida importante per riprendere il ritmo sperato, ed infine una brutta sconfitta con il Como, la goccia che ha definitavamente fatto traboccare il vaso ed emergere i dubbi, dubbi che si sono subito tradotti in critiche ed accuse al mister.
La posizione di Tudor, in questo momento, è in dubbio, ma sembra che non verranno prese decisioni avventate, o almeno non ancora: la dirigenza resta convinta nel profilo che ha scelto a giugno e ha intenzione di concedere ancora tempo al croato per tornare a convincere, e soprattutto a vincere. Si parla di Palladino o Spalletti come possibili sostituti, ma non ci sono ancora stati contatti con gli entourage dei rispettivi mister: l'intenzione è, appunto, quella di continuare con Tudor, a meno che il mister non si riveli non all'altezza.
La posizione presa, però, da tantissimi tifosi juventini in questi giorni fa molto riflettere: un allenatore che fino ad un mese fa era considerato quasi eroico, per quello che era riuscito a fare nel finale di stagione scorsa e nell'inizio di questa, per la vittoria all'ultimo con l'Inter, o per il pareggio nel recupero con il Dortmund, adesso viene subissato di critiche, e spesso anche di insulti. L'opinione personale è una questione, ed ognuno è naturalmente libero di esprimere la propria, ma il fatto che questa possa variare così tanto da una partita all'altra ci ricorda, ancora una volta, che quello dell'allenatore è un mestiere per nulla stabile, e mai al sicuro dalle critiche. Specialmente in una società in cui vincere non è un optional, ma un dovere: una sconfitta netta a Madrid potrebbe seriamente compromettere il suo posto.
Articolo a cura di Raffaele Felicetti.