Proprio per questo motivo comprendo chi preferisce il 10 da Rosario al 7 da Madeira, perché ciascuno di loro due a suo modo, ha dato tanto a questo sport. C'è chi basa la sua scelta sui trofei vinti, sui gol fatti, sui numeri e c'è chi invece, si basa sull'iconografia o su un momento leggendario, scegliendo Pelè e Maradona, ad esempio.
Ebbene, in quest'ultima conversazione, che mischia sacro e profano, in molti sono soliti mettere Johann Cruyff. L'olandese, viene inserito spesso in questo dibattito, ma parallelamente, la sua figura viene molte volte accantonata per lasciare spazio ai giganti.
Cosa che però è anche Cruyff. Il numero 14 degll'Ajax e della Nazionale olandese, ha infatti macinato i propri avversari, sia con la maglia dei lancieri, con cui ha vinto 3 Coppe dei Campioni consecutive, che con quella degli Oranje, dove ai Mondiali del '74, la sua "Arancia Meccanica" guidata da un profeta come Rinus Michels, si fermò in finale contro la Germania Ovest padrona di casa.
Quel Mondiale ha segnato l'apice della carriera di Cruyff. Dopo aver vinto tanto con il proprio club, il fantasista olandese è andato vicino a toccare il cielo con un dito. Ma quella sconfitta è stata propiziatoria di un qualcosa di più grande.
Quell'Olanda infatti arrivò in finale giocando un nuovo tipo di calcio, mai fatto prima, che sbaragliava completamente gli avversari. Il cosiddetto "calcio totale", applicato all'Ajax e poi agli Oranje, ha posto le basi per questo sport per come lo conosciamo oggi.
Questi diktat e queste fondamenta Cruyff se li porterà poi nella sua esperienza blaugrana, sia da giocatore che da allenatore. Nella seconda veste inoltre, l'olandese imporrà che tutte le squadre, dalle giovanili alla maggiore, giochino con il 4-3-3 stile Ajax.
È stato proprio in questo periodo che si sono poste le basi per il "Tiki-Taka", che Guardiola comincerà a modellare proprio giocando nel Barça di Cruyff, a cui deve essere grato, perché è stata proprio la leggenda Oranje a scovarlo e a promuoverlo in prima squadra.
Senza il "calcio totale" quindi, non sarebbe esistito il "Tiki-Taka", un nuovo modo di intendere il calcio, che ha rivoluzionato completamente questo gioco. Senza di esso, magari giocatori come Xavi, Iniesta o lo stesso Messi, avrebbero trovato altra collocazione e forse avrebbero avuto una carriera diversa.
L'impatto lasciato da Guardiola ha poi fatto sì che venissero fuori allenatori come Arteta o Luis Enrique, con quest'ultimo che al Paris Saint-Germain sta ribaltando completamente il concetto di ruolo e di posizione. I risultati sin qui gli danno ragione, con 2 Champions League vinte.
Questa epoca quindi, è figlia del guardiolismo, che a sua volta è figlio dell'impatto dell'"Arancia Meccanica" e del calcio in cui credeva Johann Cruyff.
Quindi, tenete bene a mente questa cosa: la prossima volta che starete sostenendo un dibattito su chi sia stato il più grande di sempre e vi starete scervellando a tirare fuori numeri e statistiche con l'ausilio dei software più disparati, ricordatevi comunque dell'impatto di Johann Cruyff, perché senza di lui, molto probabilmente, non sarebbe esistito il vostro giocatore preferito.