Un primo anno scolastico che non è stato affatto male, il quale però ha vissuto qualche rollercoaster emotivo. L’11esimo posto, molto positivo, è stato raggiunto: ottimo piazzamento per una neopromossa che desidera subito far capire di non voler essere riconosciuta con quella fragile etichetta. Il debutto avviene con una sconfitta per 1-0 contro il più esperto Angers, ma poi la squadra inizia ad ingranare nei match successivi contro Metz, Brest, Strasburgo, Nizza e Lorient (un’altra sorpresa di questo campionato). In seguito però, tra dicembre e gennaio, si riscontra una sorta di allergia alla vittoria, causata anche dal primo derby di Parigi perso per 2-1, comunque con un approccio tranquillo ma più implementato sulla fase difensiva. Il seguente bottino di 2 vittorie in 15 partite fa pensare ad un fallimento in partenza del progetto societario e all’incubo retrocessione che pian piano si fa strada avanti. Tuttavia, l’allergia in parte passa grazie alla pillola curativa della vittoria nel secondo derby di Parigi dell’anno, questa volta valido per i sedicesimi di finale di Coppa di Francia, dove il Paris FC batte al Parco dei Principi il Paris Saint-Germain (campione in carica della competizione) per 0-1. Una serata storica (primo derby vinto di sempre) che riaccende gli animi in vista degli impegni successivi. Poco dopo i piani alti prendono una decisione forte: fuori Stéphane Gilli (allenatore del club fino a quel momento) e dentro Antoine Kombouaré. Il tecnico dalla Nuova Caledonia è un profilo esperto e di alto livello; come altri ex PSG (in quanto ha servito i “rouges et bleus” sia nelle vesti di giocatore e di allenatore), tra cui il portiere Kevin Trapp, ha deciso di sposare il nuovo ed ambizioso progetto dell’altro lato della città dell’amore. Da qui l’effetto portato è incredibile: 11 partite, 6 vittorie, 3 pareggi e solamente 2 sconfitte (contro le più esperte Lille e Rennes). La gestione Kombouaré si rivela di successo anche grazie all’azzurro, questa volta quello italiano, che veste il club: acquisti di gennaio come Ciro Immobile, Luca Koleosho e Diego Coppola portano aria fresca, esperienza e creatività sull’altra sponda della Senna. Questi giocatori, uniti a profili incisivi come Kebbal, Otávio, Ikoné e Munetsi, diventano un punto di riferimento non solo in campo o nello spogliatoio, ma anche per i tifosi dello stadio Jean Bouin. Inoltre, l’ultima interrogazione di questo gruppo di studio parigino è stata di successo: vittoria per 2-1, all’ultima giornata di Ligue 1, nel derby casalingo contro il PSG grazie alla doppietta di Alimami Gory in rimonta. Secondo scontro diretto vinto su 3 in questa stagione e divieto posto ai vicini di casa di festeggiare troppo il titolo nazionale nel territorio nemico.
Così arriviamo alla pagella dove il voto può aggirarsi sicuramente verso un 7 oppure 7 ½ . Un inizio importante per il Paris FC che, nonostante l’assenza di debiti da recuperare, in estate dovrà studiare tanto al fine di potenziarsi per quello che è, come dichiarato dallo stesso “insegnante privato” Kombouaré, il prossimo obiettivo: l’Europa.