Sulla base di queste premesse si capisce che la Francia è la candidata numero 1 a sollevare la Coppa del Mondo, con solo qualche fastidio tra le retrovie: Spagna e Brasile sono probabilmente le uniche nazionali che potrebbero metterle i bastoni tra le ruote. Tutto ciò è accentuato da diversi aspetti: il primo di questi è sicuramente la prima posizione che i “les bleus” occupano nel ranking FIFA e la più che invidiabile profondità e completezza della propria rosa: qui contiamo dalla porta all’attacco giocatori di raffinata qualità. Qualità che nell’organico potremmo anche non considerare completa nell’espressione del suo massimo potenziale a causa di alcune presenze e assenze che hanno cambiato le carte in tavola. La prima di tutte è stata l’esclusione di Lucas Chevalier, portiere prodigio e considerato il futuro della nazionale, che dopo la sua prima stagione parecchio opaca al Paris Saint-Germain, si è visto sfumare il posto dal giovanissimo e tenace Robin Risser, protagonista assoluto in questa stagione con il RC Lens. Un’altra presenza mancata è stata quella di Hugo Ekitiké, attaccante in ottima forma con la maglia del Liverpool, che purtroppo si è infortunato al crociato in occasione dei quarti di finale di Champions League e di conseguenza non disputerà il torneo, facendo forse respirare un po’ di più gli avversari quando affronteranno il reparto offensivo transalpino. Inoltre, quest’ultimo sarebbe diventato ancora più devastane se non fosse mancata la convocazione di Estéban Leapul, attaccante del Rennes diventato capocannoniere del campionato di Ligue 1, la quale ha suscitato diverse critiche tra i tifosi verso il C.T. Deschamps.
L’altro punto chiave della Francia sono i suoi fuoriclasse, i quali in area di rigore pullulano particolarmente. Il primo di tutti è ovviamente Kylian Mbappé, reduce da una stagione in cui ha trainato praticamente da solo un Real Madrid perso. Solamente secondo a lui c’è il pallone d’oro Ousmane Dembélé che si è rivelato ancora una volta protagonista di una stagione sensazionale, portando a casa il back-to-back in Champions League con il suo PSG ed il premio di miglior giocatore dell’anno in Ligue 1. La triade sacra vede però uno scontro per il terzo trono da occupare: Rayan Cherki VS Michael Olise. Il primo conclude la prima vera annata tra i big del calcio mondiale, diventando un punto fermo dell’ultimo Manchester City di Guardiola e vincendo una FA Cup ed una Carabao Cup a seguito di giocate e gesti tecnici-individuali fuori da ogni logica. D’altro canto, non bisogna svalutare Olise, super protagonista del Bayern Monaco targato Vincent Kompany, che ha dimostrato un talento ed una freddezza fuori dal comune, tanto che gli hanno fatto valere l’etichetta del giocatore “galactico” per cui Florentino Peréz sarebbe pronto a sborsare 150 milioni di euro. Ragionando su queste 4 calciatori è cosa quasi certa che elementi come Desiré Doué e Bradley Barcola molto probabilmente partiranno dalla panchina. Ciò fa veramente pensare a quanto questa nazionale sia mostruosa e possa permettersi di lasciare a bordocampo 2 giocatori che sotto qualsiasi altra bandiera sarebbero titolari inamovibili. La stessa sorte in attacco spetterà purtroppo ad altri ottimi profili come Maghnes Akliouche, Marcus Thuram ed il sorprendente Jean-Philippe Mateta.
Ma quindi come fa la Francia quindi a partire per l’America con questa corazzata? Semplice, la risposta è una… e porta il nome di Clairefontaine-en-Yvelines. In questo piccolo paesino de l’Île-de-France sorge il motore della fabbrica dei talenti d’oltralpe: l'INF Clairefontaine (Institut National du Football). Il centro tecnico, fondato nel 1988, è il pianeta faro dell’universo Federazione Calcistica Francese (FFF) e ospita regolarmente i ritiri della nazionale maggiore. È proprio qui che l’artefice tattico, Didier Deschamps, inculca ai suoi allievi nozioni, indicazioni ed insegnamenti di altissimo livello al fine di arrivare ai tornei internazionali sempre come favoriti e soprattutto con l’obiettivo di vincerli. D’altronde il suo curriculum con i “les bleus” parla per sé: 1 Coppa del Mondo (Russia 2018), finalista al Mondiale (Qatar 2022), finalista all’Europeo (Francia 2016) ed 1 UEFA Nations League (Milano 2019).
Le partite che i galletti si presteranno a giocare saranno anche le ultime dell’ex allenatore del Marsiglia sulla panchina più prestigiosa della nazione, che presto verrà occupata dall’iconico Zinedine Zidane. Questi match saranno importantissimi per provare ad arrivare fino in fondo nella competizione, ma anche per regalare un bellissimo e meritato farewell tour a “monsier” Deshcamps. Detto ciò, dobbiamo infine riflettere sulle dichiarazioni di Rayan Cherki, dopo l’amichevole persa per 1-2 contro la Costa d’Avorio, ai microfoni di TF1: “Non andremo al mondiale da favoriti, ma per schiacciare tutti”. Parole che hanno fatto sgranare gli occhi ad ognuno, staff tecnico francese compreso, ma che fanno pensare su quanto la Francia sia diventata, e rimarrà con alta probabilità per molto tempo, la superpotenza del calcio mondiale. Nonostante le ultimi voci dall’interno dell’ambiente su quanto effettivamente sia compatto il gruppo a livello di spogliatoio, adesso ci basta solo aspettare martedì 16 giugno quando la Francia sfiderà a New York per il primo match della sua “Missione Mondiale” il Senegal; solo lì scopriremo se tutta questa storia è reale o solamente una narrazione in stile fumetto Marvel.