Il piano iniziale della società era chiaro: rafforzare l’attacco con Ferguson e cedere Dovbyk per aprire spazio ad un nuovo centravanti. Sul tavolo però non sono arrivate offerte convincenti. Il Villarreal ci ha pensato, provando a riportarlo in Liga, ma senza presentare una proposta ufficiale. Anche il Napoli si è mosso dopo l’infortunio di Lukaku, ottenendo l’apertura del giocatore, ma la distanza tra domanda e offerta resta ampia: i partenopei puntano a un prestito con diritto di riscatto, mentre la Roma accetta solo una cessione a titolo definitivo, valutando il cartellino almeno 35-40 milioni.
Ieri, in conferenza stampa, Gasperini ha definito Dovbyk un “ottimo strumento”, lasciando intendere che il suo futuro è ancora incerto. Ma la mancata cessione potrebbe paradossalmente essere un vantaggio: venderlo ora significherebbe generare una minusvalenza e lasciare spazio da titolare a un giocatore come Ferguson, in prestito e difficile da riscattare.
Con queste premesse, la soluzione più logica sembra proprio la permanenza: un altro anno per permettere a Dovbyk di consacrarsi sotto la guida di Gasperini, come già successo ad altri centravanti valorizzati dal tecnico. Per la Roma, potrebbe rivelarsi l’occasione per raggiungere gli obiettivi in campo e al tempo stesso sistemare i conti societari.